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Responsabile della Sezione ARI di Napoli per R.E. Luigi Emilio Liccardo i8LEL - i8lel@arinapoli.it ________________________________________________________________________ Bollettino Regionale previsioni Meteo a cura dell' Ufficio Territoriale del Governo di Napoli ________________________________________________ Esperimenti di sismica crostale di Luigi Emilio Liccardo, I8LEL
Questo articolo, già pubblicato su Radio Rivista nel 1985 viene riproposto a distanza di 23 anni in memoria degli amici non più presenti fra noi . Non ricordo tutti quelli che ci hanno lasciati ma non posso dimenticare quelli in data più recente come, Gennaro i8ZPX, Franco i8NOK, Geppino i8JN, Enzo i8KLW, ik8EPA Enzo Cosentino... L’operazione ci venne prospettata nella primavera dell’84 dall’Istituto Universitario Navale. Si chiedeva la collaborazione dei Radioamatori per poterli affiancare a scienziati e tecnici per mantenerli in collegamento radio in una grossa operazione che ci sarebbe poi stata meglio illustrata in seguito. Successivamente il C.D. della Sezione di Napoli fu invitato ad una riunione presso l’Istituto Oceanografico e in quella sede il direttore, prof. Mirabile, ci illustrò l’importanza dell’operazione e l’apporto cui i radioamatori erano sollecitati a fornire. Non sapemmo dire di no, ci guardammo negli occhi e trapelò subito che l’impegno era più grande delle nostre aspettative; Ci chiedevano molti operatori per parecchi giorni ! Dopo quella riunione per circa un anno non se ne seppe più nulla, poi fummo contattati ancora telefonicamente dal Prof. Mirabile…i tempi erano maturati e l’operazione andava eseguita; tempo per organizzarci meno di una settimana ! Il responsabile CER Provinciale i8NOK prese le redini della situazione in mano e magistralmente coadiuvato da uno scarno numero di volenterosi sempre disponibili quando c’è da lavorare ( tra cui Gennaro i8ZPX, i0OCT Marcello, membro interno dell’Istituto, i8TPS, i8RAJ) organizzò una riunione dei “CERini” per chiedere loro le adesioni; ne andava di mezzo una qualificante immagine dei radioamatori dell ’ A.R.I. e bisognava subito concretizzare l’operazione. Avuto l’adesione di circa 20 operatori, si fissò subito l’ultimo incontro preliminare con il Prof. Mirabile, direttore delle operazioni, per metterci al corrente nei particolari di ciò che dovevamo fare. Il venerdì 26 aprile 1984 previo un efficace seminario all’Università, ci fu spiegato come si sarebbero svolte le cose per l’operazione che sarebbe poi scattata all’alba della successiva domenica. Fu stabilito un calendario per l’impegno degli uomini che già nella giornata del sabato si sarebbero avviati con i propri mezzi ed apparecchiature al luogo di assegnazione. Ogni OM era stato abbinato ad una squadra di tre ricercatori (di diversa nazionalità) che dovevano incontrarsi e riconoscersi presso un albergo il più vicino possibile alla zona segnalata e con questi dividere anche le ansie e le gioie del lavoro che si andava ad eseguire. Tutta l’operazione era volta a realizzare un’indagine geologica e capillare della microcrosta terrestre nella zona bradisismica di Pozzuoli estesa a tutta la piana Casertana fino ai confini della Campania ed oltre, con la punta più estesa a Nord che tocca Gaeta poi i Monti Aurunci e lungo tutto l’arco Appeninico per finire a Sud con la Penisola Sorrentina estendendosi oltre e fino a Battipaglia e Foggia. La zona di mare sotto controllo si estendeva fino a 50 miglia dalla costa il che faceva rientrare nell’esame, oltre al golfo di Pozzuoli, di Napoli, di Gaeta e di Salerno, anche una vasta zona che cinge tutte le isole Campane (IC8) e Ventotene (IB0). In sintesi si trattava di provocare dei piccoli terremoti artificiali, facendo esplodere in mare, in punti determinati e prefissati, delle cariche di tritolo di notevole potenza (1000kg). Il microsisma artificiale prodotto sarebbe stato rilevato dalle stazioni sismografiche mobili sistemate due volte al giorno in punti diversi lungo il percorso prefissato. A pochi minuti di distanza dopo ogni esplosione, incominciavano ad affluire al centro operativo i primi sismogrammi dall’Osservatorio Vesuviano, dall’Osservatorio di Sorrento e dal Centro Geremicca di Posillipo. Già a guardare queste lunghe strisce di carta millimetrata si leggeva la soddisfazione negli occhi degli addetti, per il lavoro ben svolto. Il resto dei risultati veniva poi elaborato a chiusura operazioni dall’Istituto Oceanografico ed allo scopo fu istituito , al Molo Beverello, una Sala Operativa con attrezzature moderne e sofisticate tra cui un impianto di ricezione via satellite Meteosat per la situazione metereologica generale, un impianto radiotelefonico per la gamma HF marittima (STR350B) per il collegamento continuo con la nave Oceanografica “Comandante Giobbe” la quale si spostava per raggiungere dei punti prestabiliti, calare in mare le cariche a circa 90 – 100 metri di profondità e farle esplodere dopo aver avuto l’OK da tutta la rete degli OM dislocati sulla terra ferma. Un impianto ricevente a ciclo continuo di informazioni meteo direttamente collegato con un registratore di fac-simile (Mod. FAX 240) sintonizzato sull’emittente di Rota in Spagna e di Atene in Grecia, che funziona 24 ore al giorno e dà istante per istante la possibilità di conoscere, interpretando le varie isobare raffigurate sulla carta, la condizione barica sulle zone interessate. Inoltre un sofisticato sistema di elaborazione dati IBM faceva corona al tutto per la conclusione delle analisi. Le stazioni sismografiche mobili che hanno preso parte ai lavori: nove dislocate per la regione, nove su Pozzuoli e 15 (dell’AGIP) sull’area FLEGREA. In questa cornice fu allestita anche la nostra”SALA OPERATIVA” con attrezzature modeste sì, ma efficienti. A noi servivano solo VHF ed UHF ed all’uopo furono sistemate le antenne necessarie sulla palazzina situata nel Molo Beverello; Fu subito installato anche un ripetitore VHF della nostra Sezione sul Monte Camposauro in provincia di Benevento, operante sulla frequenza dell’ “R8 special” di 145,350 Mhz, rivelandosi a dir poco miracoloso in questa circostanza, in quanto la frequenza fu tenuta segreta fino all’ultimo e quindi sconosciuta ai soliti disturbatori, inoltre l’ubicazione favolosa ha permesso collegamenti impensabili con tutte le postazioni ed il Centro Operativo. Avevamo altresì disponibile i vari ponti locali già esistenti come l’R2 di Ischia, l’R3 di Monte Faito e l’R5 di Monte Vergine ed un Trasponder UHF/VHF allocato sulla collina di Posillipo per l’impiego di emergenza qualora ciò diventasse necessità. Inoltre il Pulmino attrezzato dell’ARI - Napoli con apparecchiature e antenne di tutto rispetto poteva fare quotidianamente, ove necessario da tappabuchi per eventuali zone d’ombra.
Ovviamente in tutti questi giorni (le operazioni si sono concluse per noi il 6 maggio 85) non potevano mancare episodi che , quantomeno, possano destare la curiosità di chi legge;
30 aprile 1985 ore 10: iw8anr Camillo, lamenta al centro che la sua squadra ha potuto fissare sul percorso tre stazioni su quattro per il rilevamento dei dati in quanto dei “lavori in corso” su una strada stretta di montagna, lo hanno costretto a fare un giro intorno alla cima di ben 48 Km in più tra l’andata ed il ritorno con il risultato che si era usciti fuori tempo. Però il “Don Camillo non se la data per vinta e ritornato a sera in paese, (S. Martino Valle Caudina)si è recato dal Sindaco a spiegare la situazione ed invero furono subito mandati vigili ed operai che durante la notte ripristinarono il percorso a tempo di record, si che al mattino successivo poterono dar luogo regolarmente alle operazioni di posa apparecchiature per lo scoppio mattutino. Un altro episodio “strano” ci fu comunicato via radio al centro da Claudio ik8FPI. durante il giro di raccolta delle apparecchiature dopo l’avvenuto scoppio mattutino non si trovò più al suo posto un sismografo (valore stimato: alcuni milioni di lire), dopo aver dato l’allarme al centro gli furono consigliate le opportune mosse da fare: Recarsi dai locali Carabinieri e denunciare il furto; gli furono forniti i dati e la matricola dell’apparecchio etc.. Ebbene nel giro di 30 minuti venimmo a sapere che durante un’operazione di rastrellamento, i Carabinieri della locale stazione avevano sequestrato l’apparecchiatura scambiandola per un ordigno terroristico ! Molte difficoltà per riaverlo ma tutto finì con un gran sospiro di sollievo generale!
Oggi che il nostro compito è terminato ci sentiamo di aver dato una mano alla pubblica amministrazione e volesse il cielo che gli OM dovessero solo intervenire in operazioni predeterminate e non altrimenti, come purtroppo è successo in tante calamità.
Il ringraziamento della Sezione ARI di Napoli al lungo elenco degli amici operatori che hanno collaborato attivamente alla buona riuscita del lavoro, scaturisce oltre tutto dagli encomi ricevuti dai Dirigenti dell’Istituto Universitario Navale di Napoli e per esso dal dinamicissimo Direttore Prof. Mirabile nonché da tutte le Amministrazioni che reciproca- mente hanno collaborato alla riuscita del programma.
Gli operatori che hanno contribuito con il loro impegno sono : I8NOK , I8ZPX, I8TPS, I8RAJ, I8JN, I0OOT, I8XBQ, I8UVJ, I8KLW, I8IMD, I8VEX, IK8FPI, IK8DXZ, IK8CLG, IK8EPA, I8TX, IW8ANR, I8NLD, I8KAW, I8XIO, IK8CCP, I8OMA, I8ICO.
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